LA STORIA DEL CLUB

Dal 1925, una storia di calcio, passione e appartenenza che continua a vivere attraverso generazioni.

LA CALVI È NATA IN "CAMPASSO"

Con emozione ho letto quanto è stato scritto dell’Unione sportiva Calvi e delle sue origini. Quanti anni sono passati da quando Egidio Dori, animatore dei primi anni della Calvi, prese le redini della squadra per condurla vittoriosa verso i primi traguardi! E’ doverosa una precisazione per la storia e per quanti seguono le vicende di questa gloriosa società calcistica: Dori non fu il fondatore della Calvi. Questi i fatti…..

 
calvi_old_1
calvi_old_2

PALLONI DI PEZZA

Primavera del 1948: i ragazzi allora giocavano inCampasso, non con palloni di cuoio, ma di pezza. Tutti i giorni, nel primo pomeriggio, le porte venivano sistemate tra il monumento a P. F. Calvi e la fontana che allora si trovava nei pressi della chiesa (e guai se non ci fosse stata la fontanella per dissetarci e pulire le ferite!).

Ogni tanto succedeva un fuggi fuggi generale: qualche vetro delle botteghe del Campasso andava in frantumi.

Non eravamo i soli a giocare a palla. Nell’altra piazza (XX Settembre) giocava un’altra tribù di ragazzi: quelli “fuori le mura”, come si diceva allora. Nessuno tra i ragazzi del Campasso andava a giocare nell’altra piazza: si trattava di monellerie. Semmai erano gli altri che oltrepassavano i confini.

L’esordio lo facemmo in trasferta, evitando di incontrare i ragazzi della via Pal, la Doria. Il ricordo di quell’esordio è vivissimo e pieno di aneddoti: andammo a Zianigo in tredici con sette biciclette. Ritornammo cantando.

LE PRIME MAGLIETTE

Al ponte Casino incontrammo Carlo Muffato, preoccupato e nervosetto per il nostro ritardo (la sua bicicletta l’avevano presa Pino e Gianni). Chiuso con una vittoria il torneo parrocchiale (la Coppa Ted), la squadra, dopo una mia prima guida, venne accolta sotto la protezione di don Emilio Marchesan (ricordate il prete con la grossa moto?).

 

Con i nostri risparmi ci comprammo il cotone per le prime magliette, che però durarono solo qualche partita: dopo il primo lavaggio, potevano servire solo ai bambini dell’asilo!

 

Madon Emilio aveva tanti impegni, e fu così che arrivò nella Calvi Egidio Dori, per dirigere prima le riserve e poi la società (nel frattempo, infatti, aveva sciolto la sua Doria dopo le sconfitte patite proprio con la Calvi).

 

La squadra si irrobustì e arrivarono altri ragazzi. Vincemmo una stupenda edizione della Coppa Scotto con punteggi altisonanti. Disputammo, così, il nostro primo campionato.

calvi_old_3
calvi_old_4

LA SQUADRA

Un bel giorno venimmo a sapere che quelli di piazza XX Settembre avevano intenzione di fondare una squadra di calcio per confrontarsi con noi del Campasso. La chiamarono Doria, perché diretta da Egidio Dori.

Noi del Campasso non eravamo organizzati. Mi feci allora promotore di fondare una squadra di calcio, anche perché ero l’unico a possedere un pallone nuovo di zecca.

Oltre alla Bastia, c’era in paese un altro campetto dove si potevano dare quattro calci al pallone: quello di Benini, dove poi venne costruito l’oratorio. Fu lì che ci demmo appuntamento: Silvano Ragazzo, Bepi Agostini, Pino e Gianni Muffato, Francesco Barolo, Bepi De Pieri edaltri.

 

LA "CALVI"

Decidemmo di fondare la squadra che chiamammo Calvi (il nostro Campasso altro non era che la piazza Calvi, unico punto di ritrovo per tutti i ragazzi). Ezio Sartor, nel frattempo, con uno dei suoi potenti tiri mi ruppe un braccio; poi, nel torneo canicolare che seguì in estate, ebbi problemi al menisco e dovetti abbandonare il calcio. È da quell’estate, da quando partii per il servizio militare, che inizia lastoria raccontata dal lettore.

 

In quegli anni la Calvi (non dimentichiamo Bepi Galvan, inesauribile presidente!) era davvero lo spauracchio per tutti: la Spalti (che memorabili incontri!), il Lido di Venezia (c’era Renosto), il Mirano, il Salzano, il Favaro Agnoletto (la squadra di Mestre centro), il Nettuno, ecc.

 

Giocammo e vincemmocontro il grande Venezia. Il Milan giocò a Noale contro di noi, e ci facemmo onore. Il Torino, grazie all’intervento di Limatola e di Aldo Ballarin (il terzino della Nazionale), ci regalò una muta di maglie azzurre: il colore della Calvi, da sempre onorato dai ragazzi del Campasso.

calvi_old_5
calvi_old_6

I PRESIDENTI DELLA CALVI

Negli ultimi cinquant’anni (ci scusiamo fin d’ora con le gestioni precedenti, ma non ne abbiamo notizia), dal 1963 ai giorni nostri, alla guida della Calvi si sono avvicendati diversi Presidenti.

A loro, ai loro predecessori e a quanti hanno fattivamente collaborato, va la gratitudine e la riconoscenza per aver tenuto alto il nome della Calvi Noale.

  • Mario Garbujo: dal 1963 al 1973
  • Iles Lovo: dal 1974 al 1978
  • Mario Prevedello: dal 1979 al 1982
  • Iles Lovo: dal 1982 al 1985
  • Boschin: dal 1986 al 1987
  • Senigaglia: 1988
  • Giuseppe Favaro: dal 1989 al 1990
  • Antonio Busatto: 1991
  • Paolo Tosatto: dal 1992 al 2002
  • Massimo Casotto: dal 2003 al 2004
  • Ahmed Saad: dal 2005 al 2008
  • Marco Del Bianco: dal 2009 a oggi

CALCIO NOALE 1932-1933: I PIONIERI DI UNA PASSIONE SENZA TEMPO

Ci sono fotografie che valgono più di mille parole e documenti in grado di custodire la memoria storica di un’intera comunità.

Dagli archivi della nostra città è recentemente riemerso un prezioso reperto risalente alla stagione 1932/1933: un documento originale, accompagnato da una fotografia della squadra dell’allora Associazione Calcio Noale. Si tratta di una testimonianza straordinaria, che affonda le proprie radici a quasi un secolo fa.

La distinta dell’epoca riporta i nomi dei protagonisti che scendevano in campo per difendere i nostri colori:

  • Carraro Giuseppe
  • De Marchi Giovanni
  • Uva Eugenio
  • Muffato Giacomo
  • Martini Ruggero
  • Vallotto (detto Borella)
  • Martini Pietro
  • Pavan Emilio
  • Picchini Luigi
  • Tonini (detto Bechessa)
  • Agostini Giuseppe
  • Codatto Giuseppe

…oltre a un ulteriore giocatore il cui nome, dal documento originale, risulta purtroppo indecifrabile.

Questi nomi ci raccontano la Noale degli anni Trenta: un’epoca in cui il calcio era pura passione, giocato su campi in terra battuta, con maglie semplici ma indossate con un fortissimo senso di appartenenza al proprio paese.

Quell’immagine immortala un gruppo di ragazzi che, con entusiasmo e spirito di sacrificio, ha gettato le basi di una grande tradizione sportiva, la stessa che ancora oggi continua a vivere e a emozionare grazie alla Calvi Noale.

Torna in alto